Rinaldo Alvisi

Barletta, 21/10/1960.

Avvocato penalista, sin da ragazzo, pressoché ininterrottamente, coltiva l’interesse per la letteratura e la cultura fotografica, oltre a fotografare attivamente.

In gioventù, per un paio d’anni, con Stefano Baratti, reporter milanese, e Ruggiero Dibenedetto, fotografo barlettano, realizza fotografie a volte pubblicate sui quotidiani attraverso l’Agenzia giornalistica Italfoto, con sede nella Capitale.

Nello stesso periodo guida lo Staff fotografico di Barulum, giornale barlettano a diffusione locale.

A cavallo del 2016, per un periodo di due anni circa, dirige il Comitato Scientifico del FIOF (Fondo Internazionale per la Fotografia di Orvieto), scrivendo recensioni e articoli nella materia fotografica, stabilendo correlazioni con la letteratura e la filosofia; correlazioni concettualmente imprescindibili nella visione prospettica che lo caratterizza: il suo motto è “Fotografia, letteratura per immagini”.

Nell’ambito del FIOF, nel 2016, scrive una recensione su uno dei lavori realizzati nel Sud-est asiatico dal giovane fotografo napoletano Antonio Gibotta che, in seguito, con un reportage in Spagna si aggiudicherà il secondo premio nel prestigioso World Press Photo Contest, categoria “Storie”.

Sempre con il FIOF, a Orvieto, nella splendida cornice architettonica del Palazzo del Popolo, alla presenza di un folto e giovane pubblico, conduce un incontro/confronto culturale con Francesco Cito, il quale, celebrato fotogiornalista internazionale, vincitore di numerosissimi premi, ha fatto, come suol dirsi, “la storia del reportage editoriale”.

Con il FIOF partecipa a varie mostre, anche in sedi internazionali, e a convegni.

Scrive una delle due prefazioni al libro di reportage fotografico sulla immigrazione “La linea invisibile” realizzato da Danilo Balducci, edito dall’Università de l’Aquila; la prefazione, che esprime sinteticamente il suo punto di vista culturale sulla fotografia, è letta e commentata da Maria Grazia Calandrone, poetessa, drammaturga, giornalista, nell’ambito della trasmissione che conduce il sabato mattina su Rai Radio Tre.

E’ artefice dell’incontro tra Graziano Perotti, noto reporter, e Massimo Alvisi, noto architetto internazionale, per la realizzazione di un “taccuino” che – con altri 131, provenienti da architetti di ben 26 diversi Paesi – farà parte del progetto Sketch for Syria organizzato nel 2016 dalla Università IUAV di Venezia e dalla UN–ESCWA, Agenzia Onu che ha l’incarico di realizzare l’Agenda per la ricostruzione della Siria.

Alcune sue foto sono scelte a corredo del progetto con cui lo Studio di architettura internazionale ALVISI KIRIMOTO partecipa alla terza Biennale di Architettura di Pisa del 2019.

Il suo pensiero sulla fotografia – formidabile strumento di diffusione culturale e di “unione con il proprio simile”, che non può prescindere dalla formazione culturale del fotografo stesso in campi del tutto diversi dalla fotografia – lo si ritrova sinteticamente esposto nel “Manifesto sulla fotografia” che ha scritto quale prefazione al libro “Il passo” di Domenico Tattoli, reportage sulla confraternita religiosa dei Santi Martiri di Bisceglie.

(Non vive DALLA fotografia e DALLA letteratura, ma vive DI fotografia e DI letteratura …e non dimentichiamo Bach e John Coltrane)!!